Emotional Breakdown


If It’s Here When We Get Back It’s Ours: Chune by matteo
gennaio 30, 2009, 6:03 pm
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Chun Chun Chune. Gruppo di San Diego che non si é mai cagato nessuno, beh ecco qui la vostra chance di rimediare. Abbastanza particolare il loro approccio al songwriting, vista la durata di alcuni pezzi (dai 6 a 8 minuti) decisamente inusuale per il genere trattato. Qual’é il genere trattato direte voi? Credo che se potessi usare nello stesso discorso i nomi Boy’s Life, Christie Front Drive, Boilermaker e Drive Like Jehu allora sarebbe per descrivere loro. Un emo rock un pò twinkle twinkle un pò math, un pò post-punk. Avete capito dai.

Sentire:

http://www.myspace.com/chune

Tenere:

Big Hat, No Cattle

http://www.mediafire.com/?ujhz2ntjnmj

Nine Ways To Sunday

http://www.mediafire.com/?gnntmnnmi2i

Matteo



Tiny Hawks by Adriano Boltagon

Così com’è difficile trovarsi a dover scrivere di band che ti fanno schifo al cazzo (e fortuna vuole che su sto blog questa cosa non mi capiterà mai) così è difficile, forse anche di più, dover scrivere di una band che ti ha conquistato completamente. Quindi sintetizzerò il mio pensiero sui Tiny Hawks con questo unico e profondo pensiero: “Ehy tu! Non ti piacciano i Tiny Hawks? Sappi che sei un coglione”, ed è proprio così, non si scappa. Dovete saperlo. Se leggete questo blog e non trovate i Tiny Hawks una delle migliori cose che siano mai successe alla musica sarei felice che abbandonaste questi lidi per emigrare, ed iniziare a leggere altro..tipo loro, che hanno anche una certa autorevolezza.

Che dire, entrambi gli album sono due bombette, ed entrambi sono usciti per la misconosciuta, almeno per me, Corleone Records. Da personcine a modo si vede che il duo da Providence (perchè di duo si tratta. Una chitarra, una batteria,due voci.) in giovane età avrà consumato la discografia dei Minutemen, e caro amico lettore han fatto proprio bene, nei Tiny Hawks c’è tutto quello che ci serve per affrontare la giornata, tutto. C’è il punk rock, c’è l’hard-core, c’è math, c’è la melodia, c’è la malinconia, c’è l’urgenza, ci sono testi stupendi, e donne nude..insomma mi avete capito.

Sono in giro dal 2003, e scoprire una band del genere così tardi mi fa sentire, in qualche modo, in colpa. Dal 2007, putroppo, sono in “pausa”. Speriamo tornino presto a mettermi in difficoltà, e che non vi accorgiate che ho messo 3 immagini per far sembrare che abbia scritto tanto.

My Space
Pagina
Corleone Records

Demo: Qui

12″: Qui

Adriano



Brainworms – Which is worse? by Adriano Boltagon
maggio 6, 2008, 3:59 pm
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Io non so come la gente scopi a Richmond  e periferia (in Virginia insomma) o che cavolo di aria si respiri lì, ma da quella città, di appena 200.000 anime, escono fuori solo gruppi che fanno il culo a tutti (tutti, tutti! e tanto per snocciolare qualche nome: City of caterpillar, Pg 99, Verse en coma, Pigmy lush, Stop it!, Malady, Haram..). Ora mi saltano fuori questi Brainworms (il nome meno fashion di sempre) che mi fanno ricordare perchè mi piace tanto il punk rock e i suoi derivati (e perchè piace anche voi.)

Accasati sulla Rorschach records (anche questa da Richmond) e con componenti dall’illustre passato (Stop It!!, Ultra Dolphins, Snack Truck, e Are You Fucking Serious? ) asfaltano tutto e tutti con il loro post-core brillantemente melodico (come dovrebbe suonare un gruppo fan dei Fugazi nel 2008? così!). Non fanno prigionieri.

Insomma i Brainworms suonano quel post-punk post-core matematico che a noi piace tanto (si c’è anche un pò di emo 90′).  Solo che sono anche sporchi, zozzi e cattivi. Sono punk rock. A noi piace il punk rock.

http://www.myspace.com/brainwormsrva

http://www.rorschachrecords.net

Adriano



Jacob And I – Shadout Mapes Ep by davidebd
febbraio 25, 2008, 12:26 pm
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Provate a nominare 3 gruppi un cui ci siano due bassisti e non vi sia traccia di voce.
Una volta trovati i primi due fermatevi, schiacciate play e aggiungete i Jacob And I al terzo posto, i quali, appunto, sfidano le leggi “pop” della formazione tipo con l’atipico trio strumentale privo di chitarra/e.

Trattasi di Indie Rock (con maiuscole d’obbligo, perché è quell’indie rock), Emo di fine ’90 e una trama matematica ad orchestrare il contenuto di Shadout Mapes Ep, prima uscita del trio di Charleston, South Carolina.

Prima che lo si chieda, il termine sperimentale inserito nelle tag è indispensabile. Ma sarebbe bello sapere come i posteri potrebbero catalogare il qui proposto talentuoso mix di atmosfere ala Goodspeed You Black Emperor, ritmi obbligatoriamente dispari, controtempi legati alle linee melodiche dei due bassi, con (forse esagerando) un po’di Kinsella nel gusto ed un limite che non supera i 3 minuti di lunghezza per canzone.

I tre, di cui uno si chiama Jacob, alternano momenti più incalzanti a raffinatissimi stop and go e classici passaggi più tranquilli, senza la minima difficoltà nell’unire omogeneamente ogni fattore rendendo un lavoro magari pronto ad una sola valutazione tecnica qualcosa oltre al godibile, senza il minimo peso dell’assenza di strumenti “più usuali”.

Tecnica che si pone oltre al bianco e nero, che attinge a poche risorse ma che crea un bell’effetto di movimento, questa è l’idea che mi hanno dato le 4 canzoni dell’ep.

Come se fosse una passeggiata che aumenta di ritmo fino alla breve corsa finale e allo stop per respirare profondamente.
E se siete stufi di drone, Battles, matematica sì ma un po’ così così, vocoder, tecnica fredda e troppi effetti approfondite che è meglio.

Myspace : http://www.myspace.com/jacobandi

Per scaricare l’ep: http://www.virb.com/jacobandi

 Ghibo