Emotional Breakdown


Empire! Empire! (I Was a Lonely Estate) by matteo
giugno 25, 2008, 1:24 pm
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Arpeggi e emo-midwest fanno per voi? Sbavate con i Mineral, i primi Get Up Kids o i Penfold? Allora gli Empire! Empire! (I Was a Lonely Estate) fanno indubbiamente al caso vostro: buttateci anche un pizzico di American Football ed il gioco é fatto, dei veri e propri gioiellini in stile ’90.

Dal Michigan con amore, per ora hanno solamente pubblicato un lp, When The Sea Becomes a Giant, ed il 7″ Year of The Rabbit. In entrambi riuscirete subito ad essere ammaliati dalle melodie melanconiche e sognatrici che tanto vi piacciono (o vi fanno schifo? sentitevi i ToKill allora) – insomma il classico gruppo da serate invernali.

Lo so, é appena iniziata l’estate e non vi biasimerei se invece di provare gli E!E! vi buttaste su qualcosa leggermente più frizzante e spensierato; ma dategli una chance e semmai rispolverateli fra qualche mese.

When the Sea Becomes a Giant: Qui

Year of the Rabbit: Qui

Supportate comprando i dischi Qui: (UK)

Matteo

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Edaline by mattiaebd
giugno 8, 2008, 9:54 am
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Sinceramente non ricordo proprio chi fosse, ma un pò di tempo fa qualcuno mi consigliò questi Edaline perchè tanto simili ai Brand New. Questo tizio – chiunque fosse – era in evidente stato confusionale ma si merita comunque un ringraziamento: dell’emo-indie-rock così ben fatto si trova raramente. A dire la verità i ragazzi californiani esibiscono un retroterra strettamente indie-rock citando a destra e manca i cardini della scena americano degli anni ’90 ma la loro musica è palesemente figlia legittima dei Sunny Day Real Estate. Arpeggi a non finire, chitarre passionali, irruenza emotiva, voce che di tanto in tanto si fa strozzata e un titolo – I Wrote the Last Chapter For You – che non possono ingannare.
Lo so, la descrizione è un pallottoliere di banalità, ma è colpa mia, mica degli Edaline: il disco suona divinamente rimescolando quei quattro cinque ingredienti in maniera fantastica e fantasiosa, per altro in tempi – 1997 – in cui molti dei professori del genere dovevano ancora tenere le loro lezioni. Se dovessi trovare un gruppo a cui somigliano davvero forse penserei ai Boilermaker – complimenti a chi se li ricorda – pure loro con questa indole indie rock molto riflessiva, non sempre immediata ma intensa e viscerale.

Ascoltatevi il dischetto che è meglio:
http://www.mediafire.com/?leseacwby9y

www.myspace.com/edaline

Mattia



If It’s Here When We Get Back It’s Ours #1 by matteo
febbraio 15, 2008, 6:17 pm
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Ho come questo presentimento che i The Casket Lottery non li conoscano in molti, e la certezza che in tal caso, chiunque (sia grandi che piccini) debba rimediare immediatamente.

Spesso si parla di gruppi più o meno sconosciuti, ma fra questi sono veramente pochi che meritano un posto nella storia della “scena”; per me i TCL dovrebbero avere ricevuto la stessa attenzione che hanno avuto i The Get Up Kids, e non perché in un modo o nell’altro sono gruppi molto simili musicalmente, ma perché in ognuno dei loro quattro dischi hanno sempre cercato di portare qualcosa di nuovo all’emo rock. Siamo onesti, non che sia stato facile distinguersi in quello che é un genere molto attaccato alla propria tradizione, ma basta sentire Survival Is For Cowards per rendersi conto che in fondo la vera arma segreta di questi ragazzi é stata la semplicità ed il 100% di passione di ogni singolo pezzo. In breve? Esattamente a metà strada fra i primi TGUK e gli ingelsi Spy Vs. Spy, anche se un pò più puliti e precisi.

Ovviamente si sono sciolti qualche anno fa senza dare alla luce nuovi progetti, ma lasciando un’eredità a dir poco ingombrante che sembrano aver raccolto gruppi come Park e soprattutto Outsmarting Simon (in particolare nel loro secondo disco, Stand Up Straight).

Perché voglio parlare dei Spy Vs. Spy? Bè prima di tutto perché secondo me sono fra i migliori gruppi emo/post-punk della storia, punto. Il secondo motivo é che sono tornati insieme da qualche mese (se non erro si sciolsero circa otto anni fa) e che é appena uscita la discografia su cd (double-disc). Parlare dei loro pezzi é qualcosa di incredibilmente difficile per me, in quanto credo ci sia molto poco da dire oltre al fatto che sfiorano la perfezione: nè troppo malinconici, nè troppo sdolcinati e mai banali. Domanda imbarazzante: Little Lights o Spy Vs. Spy (EP)?

Probabilmente se costretto sceglierei l’Lp, ogni volta che sento le prime note di Red Cars Go Faster e Twenty Year Old Boys With Ten Year Old Cuts inzio lentamente a sciogliermi – ma anche Game Ruiner dell’Ep é semplicemente qualcosa di incredibile.

Matteo



Time Spent Driving – Just Enough Bright by davidebd
febbraio 1, 2008, 1:17 pm
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Penso di aver ascoltato questo disco per la prima volta proprio in macchina, incuriosito dal nome e volenteroso di darmi una spiegazione a tale scelta.

Ognuno passa gran parte del proprio tempo guidando, e guidare alle volte è un po’ come respirare, è intimità, è parlare da soli e giungere a conclusioni, ed è necessario.
La sintesi di tutto sta proprio in questo grande album del quartetto californiano: pulito, melodico, dritto al concetto, forse fin troppo personale e riflessivo.

E non è stato certo facile rimanere impassibile davanti ad un lavoro simile.

Ricordo di essere sceso dalla macchina di fretta per arrivare al computer e capire a cosa mi trovassi di fronte: testi maturi, chitarre in contrapposizione fra aggressività ed arpeggi, ritmica bella piena e dritta ed ecco che il gioco è fatto.

Mi è seriamente difficile scrivere di questo disco oggettivamente, ho anche provato a resistere allo scrivere la parola “perfetto”, ma ogni volta che sento la voce di Jon Cattiveria sospirare e affondare sento un blocco allo stomaco e troppi pensieri venire a galla.

“It’s alright if you got me wrong. There’s no way I’m giving up. Maybe it’s right, or maybe it’s wrong and you just don’t see it.
I know one thing for sure, your conversation doesn’t cure.”

Posso concedermi un consiglio? Mettetelo in macchina e respirate profondamente quando parte Angel and I, perché molto probabilmente se siete arrivati a questo blog, se ascoltate musica del genere e state girando in macchina con un disco simile, la vostra/il vostro Angel se n’è già andato/a da un pezzo.

Per ascoltarli e conoscerli: http://www.timespentdriving.com

oppure: http://www.myspace.com/timespentdriving

Ghibo