Emotional Breakdown


London >>> Twitter by mattiaebd
luglio 3, 2009, 12:05 pm
Filed under: Words | Tag: , , , ,

Ho scoperto parlando con Adriano che sono troppo vecchio, rincoglionito e prolisso per scrivere qualcosa di sensato su Twitter. Sì, magari va bene per metterci un link, un commentino, qualche gag tra vecchi amici ma non si parla di musica in 160 caratteri. Allora ho aperto un file word, l’ho nominato “boh” e ho iniziato a scrivere. Non so di che, ma devo arrivare a 1600 caratteri, in un modo o nell’altro. Posso farcela, considerando che ho qui con me Adriano come consigliere speciale.
Adesso seriamente, parliamo di musica o almeno di cose che abbiano vagamente a che fare con la musica. Lo scorso weekend metà ebd – aka io e Matteo – è stata a Londra, fondamentalmente per vedere i Brand New e per fare sfrenato shopping musicale.
Il concerto è in una specie di teatro – ci sono i posti in piedi e quelli in platea, seduti. Noi abbiamo due posti seduti. E’ imbarazzante da dire, ma possiamo fornire scuse valide – però sono lunghe da spiegare, magari chiedete a Matteo. Insomma, l’inizio non è dei migliori e per di più ci perdiamo anche i Moneen. Poi inizia a suonare Kevin Devine ed è qualcosa di terrificante. A me Kevin è sempre stato simpatico, nel live di due anni fa aveva aveva pure fatto la cover di My Name Is Jonas che è sempre una bella cosa ma soprattutto tanti tanti anni fa suonava in quel fantastico gruppetto emo-pop-punk, i Miracle of ’86, e aveva pure scritto una canzone spaziale – mi pare si chiamasse Surpise Me o qualcosa del genere – in cui tentava un acuto oltre le proprie possibilità e steccava clamorosamente e io ho sempre pensato che in quei due secondi stesse tutta l’essenza dell’emo. Ma appunto questo era tanti tanti anni fa, adesso Kevin Devin è un abile leccaculo che a forza di lubrificare l’ano di Jesse ha trovato il suo posticino, peccato faccia oggettivamente musica di merda, quaranta minuti di mid-tempo che non è triste, ne malinconica, ne depressa, ne romantica. Quaranta minuti di niente in cui ci siamo ingegnati su come scendere di sotto, davanti al palco. Dopo aver ricevuto almeno una quarantina di sguardi assassini dalla security non appena ci avviciniamo alla balaustra, decidiamo di aspettare per poi buttarci di sotto durante 70×7 e ci andiamo a fare una birra. Torniamo e quattro stronzi ci hanno preso i posti, ognuna delle due ragazze pesa più di me e Matteo messi insieme, decidiamo di lasciar perdere: ci sediamo sulle scale, non faccio nemmeno in tempo a finire la birra e arriva l’omino della security incazzato nero. Non possiamo stare là, ci porta giù. Life si wonderful.
Da qui in poi solo tante belle cose: bel concerto, belle canzoni, bell’atmosfera. Prima tre o quattro pezzi di Deja Entendu, poi tanti pezzi dell’ultimo disco, bis con tanto di 70×7 e via di lacrime. Nel mezzo un paio di pezzi nuovi, uno tendente al capolavoro. Forse è mancato il colpo di genio – come fecero con Welcome to Bankgok in chiusura al Give It A Name – però gran show, niente da dire. Poi se Jesse si togliesse il cappello da puffo una volta nella vita sarebbe ancora meglio.

Momenti da ricordare e persone da ringraziare:

– my brò
– il mistery bag da mezzo pound in cui ho trovato gli Steps
– la bionda due file davanti a noi, mezza nuda. E Matteo che si è accorto della sua presenza solo a fine concerto.
– Joe, il suo big party e la sua vodka. E le big girls al party di Joe.
– uscire sotto il diluvio londinese per far vedere chi ce l’ha più lungo e dopo cinque minuti rendersi conto che sta DAVVERO diluviando e tornare indietro.
– le orientali che piangono quando fanno sesso
– il russo che conferma che le orientali piangono quando fanno sesso
– Size? Yes
– l’italiano davanti a me alla cassa di Starbucks, 4.30 del mattino, aeroporto di Stansted. No, non puoi pagare con la Postepay e no, i due pounds e mezzo che hai tirato fuori ravanando in tasca non bastano per pagare tutta quella roba: levati dal cazzo e grazie per avermi ricordato il paese di merda in cui sto tornando.

Mattia

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11 commenti so far
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eh i concerti all’estero sono sempre una figata:
– ti senti figo perché provieni da un paese culturalmete in via di sviluppo, ma nonostante questo ne sai di musica e vorresti comunicarlo a tutti.
– ti senti tranquillo perché se guardi un tizio a caso dritto negli occhi corri molto meno il rischio che questo cerchi di sfregiarti perché hai macchiato l’onore della sua famiglia.
– ti senti immerso nella parte perché c’è un minimo di interazione tra band e pubblico, dato che questi ultimi, in ogni caso, sanno l’inglese sicuramente meglio degli italiani.
– ti senti attratto da ogni ragazza presente, perché le straniere sono sempre più interessanti (a meno che non pesino 800 kg, tipico dei paesi anglosassoni)
– ti senti appagato perché un caffé da starbucks ogni tanto ci sta dentro. ogni tanto.

Commento di geogis

mattia è so cute ❤

Commento di Adriano Boltagon

sei un genio se tu fondassi una religione senza canne annuale diventerei un fedele.

ps: c’è una “o” tra le due “n” in “canne”, ma quando mi sono reso conto che l’errore di battitura era divertente ho evitato di correggerlo

Commento di fatmatto

vorrei ribadire, come feci in macchina della mia ex durante una sessione di ascolto del suo lettore ipod, CHE I MIRACLE OF ’86 MI FANNO CAGARE!

E ORA MI FANNO CAGARE IL DOPPIO DI QUANTO SI STAVA INSIEME!

dioporco questo è essere emo! prendete nota!

Commento di Roberto quello fico

decisamente meglio i 1600 caratteri che twitter. eh.
però ai concerti all’estero sono sempre tutti più sudati e ubriachi, e per le ragazze non è bello. anche perchè le facce paonazze dei popoli germanici, diciamolo, non sono un granchè.

Commento di pastimperfect

via maledirò finchè campo per quel concerto lol…la conclusione è davvero troppo deprimente, parole vere…

Commento di matt.

ué giovinotti, visto che siete di casa nella capitale britannica, qualche bel concertino dall’11 al 16 agosto?

Commento di gengis

ci sono ancora i beatles o si sono sciolti? loro fanno emo violence no?

Commento di fatmatt

Depravati di merda

Commento di augustusblog

tra l’altro mi chiedo come abbiate fatto, quella data alle 9 del mattino era sold out.
magimagia?

Commento di v

guitar in d

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