Emotional Breakdown


Manrae by mattiaebd
febbraio 23, 2008, 6:08 pm
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Se vi mettete a sfogliare il catalogo Ebullition uno dei nomi che meno salta all’occhio è proprio quello dei Manrae. I motivi posso essere diversi, certamente il fatto che siano inglesi e abbiamo fatto uscire soltanto un 7” nel 1995 sono due indizi da non trascurare. Poi ci sarebbe anche da dire che non è proprio il classico suono Ebullition – quello che abbini a Orchid, Portraits Of Past e compagni – ma qualcosa di meno strillato, più introverso e intimamente sofferto. Insomma, cose da inglesi, piovose e umide. E se pensate ai Bob Tilton non avete proprio torto.
Per dire, se avete presente l’incipit di “Eveline” di Joyce, quando lei se ne sta con il naso incollato alla finestra  a guardare e ricordare i posti della sua infanzia, ecco secondo me alle sue spalle ci starebbe divinamente un grammofono che trasmette i Manrae. Malinconici sì, ma ancora combattivi, pieni di speranza, pronti alle sfide impossibili e consapevoli dell’imminente sconfitta.
Poi se siete emo per davvero il 7” Pacata Hibernia ve lo andate a cercare anche in capo al mondo per avere l’originale perchè dentro ci trovate forse la miglior poesia a firma Ebullition. Una cosa mielosa sulla gente con il cuore di pietra ma anche la pietra si può rompere che se ci fosse un’antologia letteraria emo starebbe in copertina.  E tanto per rimanere in tema: spesso si sente citare la famosa frasetta “make a sentence of your splendid outrage”. La trovate a campareggiare su siti, community e pagine myspace dei personaggi più improbabili. Ecco, sarebbe il verso iniziale di Mr. Leucther, l’opener del sette pollic, ma non fategliene una colpa.

E se non vi fidate sulla parola nel link qua sotto trovate altri tre brani – uno preso da una vecchia compilation, gli altri due completamente inediti – che completano la loro striminzita discografia.
http://www.mediafire.com/?czi5zdgmxjr

Qui invece la paginetta myspace e pure qua qualcosa di interessante lo trovate: http://www.myspace.com/manraeband

Mattia



Label – Ebullition Records by matteo
gennaio 23, 2008, 11:08 pm
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Ebullition: noun 1) a sudden violent outburst or display 2) the act, process, or state of boiling or bubbling up Ebullient: adjective 1) boiling, agitated 2) characterized by ebullience Ebullience: noun 1) the quality of lively or enthusiastic expression of thoughts or feelings

Nei primi mesi del 1990, Kent McClard, scrittore di column nella celebre ed importantissima fanzine Maximum Rock’n’Roll, decide di iniziare un’etichetta discografica tutta sua: la Ebullition Records. Con la collaborazione di Sonia Skindrud (scrittrice per l’ Exedra ‘zine) e Brent Stephens (componente dei Downcast) che crearono rispettivamente il nome ed il logo dell’etichetta, Kent pianificò subito una prima uscita: l’album di debutto degli Inside Out, giovane gruppo di Los Angeles. Essendo l’etichetta ancora alle prime armi, il gruppo decise invece di optare per un sette pollici sull’ormai avviata Revelation, preparando nel frattempo un secondo disco intitolato Rage Against The Machine, frase coniata da Kent in uno dei suoi articoli per No Answers, altra fanzine nella quale scriveva dal 1983. Purtroppo tutto questo non accadde, in quanto dopo un anno il gruppo si sciolse e si riformò cambiando completamente genere, e l’allora cantante degli Inside Out, Zack De La Rocha decise di usare quella frase come nuovo moniker per il suo prossimo gruppo. La prima uscita dell’etichetta fu un sette pollici dei Downcast, allegato alla nona edizione di No Answer con una stampa di tremila copie. Con il passare del tempo però arrivarono anche uscite più importanti e che regalarono alla Ebullition l’immagine di etichetta screamo/emoviolence per eccellenza di cui gode ancora oggigiorno. Basatasi su principi fortemente D.I.Y. l’etichetta si muove soltanto tramite canali di distribuzione indipendenti, continuando durante tutti i diciassette anni di attività un “business” mirato solamente al recupero dei costi di produzione dei dischi.

L’albo di gruppi dell’etichetta é qualcosa di veramente impressionante, partendo dalle prime uscite, quella degli Admiral (hardcore punk) e finendo con una delle ultime, gli Yahpet Kotto (screamo a la Current ed Iconoclast). In mezzo a questi troviamo molti dei gruppi più influenti ed importanti del genere, come ad esempio i seminali Moss Icon. Furono fra i primi (insieme a Rites of Spring ed Embrace) ad essere etichettati come “emo”, nonostante mantenessero ancora in alcuni pezzi una forte impronta politica (Guatemala parlava della politica estera degli USA). It Disappears del 1994 fu un disco essenziale, senza il quale nessun buon amatore del genere può sopravvivere, capace di fondere come nessuno aveva mai fatto prima dolore e melodia ala rabbia e la potenza dell’hardcore.

Nello stesso anno nascono a San Francisco i Portraits of Past, che pubblicano tramite Ebullition il loro unico full-length 01010101, uno split con i Bleed ed un pezzo per la compilation straight-edge XXX. Ancora oggi i PoP sono citati da numerosissimi gruppi come fonte primaria d’ispirazione, insieme ai loro “figli”, i Funeral Diner, autori di alcuni dei dischi screamo (nella versione più contemporanea, ovvero appartenente alla terza ondata) fra i più belli di sempre.

Altro capitolo della storia dell’etichetta sono gli Orchid, considerati fra i portabandiera dello screamo perché capaci di regalare una forte impronta personale ad un sound che molti gruppi hanno semplicemente copiato. La carriera discografica del gruppo di Amherst, Massachussets può essere considerata fra le più longeve in assoluto per quanto riguarda il genere; otto anni di carriera e ben cinque dischi, tutti rilasciati dalla Ebullition. Chaos Is Me, Dance Tonight! Revolution Tomorrow!, Orchid (oltre alle vare compilation e discografie) hanno in comune due cose: un incredibile talento ed una sorprendente passione. Proprio il disco di debutto per l’etichetta di Goleta, Chaos Is Me viene considerato insieme a DT!RT! come la loro opera massima, (tanto che sono anche stati stampati su cd insieme) – basta pronunciare i titoli di Le Desordre, C’est Moi ed Epilogue To A CarCrash per convincere chiunque non sia convinto.

Nonostante non abbiano ricevuto la dovuta attenzione, i Reversal of Man devono essere considerati estremamente importanti per lo sviluppo dell’emo/screamo, spingendo ancora più verso l’estremo sia cantato che canzoni. L’lp This Is Medicine infatti riusciva a far rientrare sedici pezzi in soli diciannove minuti, ricreando un caos sonoro a dir poco ipnotico.

I Torches To Rome, oltre ad avere in comune un batterista con i Portraits of Past erano un altro di quei gruppi nati dalle prestigiose ceneri dei Sawhorse, Fuel, Navio Forge (ricordiamo il bellissimo As We Quietly Burn A Hole Into) e Sixteen Bullets. Putroppo con questo nome (prima di passare a Bread And Circuits) fecero uscire soltanto un disco omonimo, contente Mass For The Dead, Young Arsenal e The Guards Are Itchy, canzoni hardcore tinte da ritmi groovy e melodici.

La storia di come gli Still Life sono finiti su Ebullition é fra le più banali: nel lontano 1991 Kent andò ad un loro show in California e subito dopo il concerto gli chiese di registrare un lp per la sua etichetta. Quello che fu il risultato lo conosciamo tutti, ovvero quattro dischi strabilianti che rafforzarono ancora di più la scena underground di quegl’anni, in particolare con From Angry Heads With Skyward Eyes (ricordate Empty Cage e A Song About Love?) ultima fatica prima che si sciogliessero nel 2003.

Ma l’Ebullition non ha giocato un ruolo chiave solo pubblicando vinili e cd, perché nel Marzo del 1994 Kent, con l’aiuto di Lisa Oglesby, decide di far nascere una nuova fanzine: HeartAttack. Questa riesce a guadagnarsi in un brevissimo periodo un nome rispettatissimo nella scena, aiutando il genere (lo screamo, l’hardcore-punk e tutti i suoi derivati) a vivere ed ad espandersi in tutto il modno. fornendo (anche se con poca regolarità) notizie, recensioni (solo ed esclusivamente di dischi non UPC, ovvero con codice a barre, per rispettare i principi anti-consumisti) ed interviste riguardanti sia bands americane che estere. Questo e non solo: altra caratteristica del giornale sono i molteplici articoli sulla politica (in particolare quella interna agli USA) e cultura, spaziando da vere e proprie guide al D.I.Y a consigli su come crescere i propri figli o gestire le proprie finanze.

Il 30 Giugno del 2006 esce l’ultimo numero di HeartAttack (50#); ormai per gli editori (Lisa impegnata a crescere il proprio bambino, e Kent passata la soglia dei trent’anni) non c’é più tempo e voglia di portare avanti l’avventura cartacea iniziata dodici anni prima. Alcuni degli scrittori e collaboratori hanno danno vita a Give Me Back, che però é ancora in una fase iniziale di progettazione. Con la morte della fanzine muore anche una grossa parte dell’etichetta, che ormai si limita ad accettare ordini sopra i 100 dollari ed occasionalmente a ristampare qualche vecchia uscita. Non poteva certo durare per sempre, ma non si potrebbe mai essere grati abbastanza a Kent ed a tutti quelli che hanno lavorato per costruire un’etichetta senza la quale non ci sarebbe stata un’intera scena musicale.

http://www.ebullition.com

 

 

Matteo