Emotional Breakdown


Look Mexico – Gasp Asp (Ep) by matteo
gennaio 26, 2009, 6:25 pm
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Dei Look Mexico credo che ne parlammo già nella vecchia versione, ma potrei sbagliarmi. In ogni caso sono pochi i gruppi che nel 2009 tentano di sfondare percorrendo la strada dell’emopop/indiepop fatto come si deve, visto che gruppi come American Football, Ghosts & Vodka, e Colossal (per essere vagamente più recenti) ci hanno lasciato in eredità dei dischi che avrebbero quasi potuto chiudere questo capitolo della storia dell’emo così bistrattato e soventemente dimenticato. L’altra manciata di band che meritano di essere accostati a questi gruppi seminali li conoscete; These Town Needs Guns, Algernon Cadwallader Empire Empire! (I Was a Lonely Estate). I Look Mexico a differenza di quest’ultimi però, imho, sono quelli che hanno “reinventato”, se così si può dire, lo stile. Le canzoni hanno uno stampo leggermente più pop e commerciale dei rivali appena citati, ed é sempre bello poter sentire degli ottimi spunti e diversivi strumentali. Soprattutto quando si potrebbe recitare a memoria la formula arpeggio-vocals-schitarrata-arpeggio perfezionata nelle camere da letto della famiglia Kinsella.

I riferimenti musicali li avete, il mio consenso pure, dunque sentite, scaricate, comprate e consumatene.

Matteo

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Empire! Empire! (I Was a Lonely Estate) by matteo
giugno 25, 2008, 1:24 pm
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Arpeggi e emo-midwest fanno per voi? Sbavate con i Mineral, i primi Get Up Kids o i Penfold? Allora gli Empire! Empire! (I Was a Lonely Estate) fanno indubbiamente al caso vostro: buttateci anche un pizzico di American Football ed il gioco é fatto, dei veri e propri gioiellini in stile ’90.

Dal Michigan con amore, per ora hanno solamente pubblicato un lp, When The Sea Becomes a Giant, ed il 7″ Year of The Rabbit. In entrambi riuscirete subito ad essere ammaliati dalle melodie melanconiche e sognatrici che tanto vi piacciono (o vi fanno schifo? sentitevi i ToKill allora) – insomma il classico gruppo da serate invernali.

Lo so, é appena iniziata l’estate e non vi biasimerei se invece di provare gli E!E! vi buttaste su qualcosa leggermente più frizzante e spensierato; ma dategli una chance e semmai rispolverateli fra qualche mese.

When the Sea Becomes a Giant: Qui

Year of the Rabbit: Qui

Supportate comprando i dischi Qui: (UK)

Matteo



Algernon Cadwallader – Demo by Adriano Boltagon
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Ok, sto facendo indigestione di Kinsella rip-offs, ma è come una droga, non fatemene una colpa. In più non ho alcuna intenzione di disintossicarmi, quindi è inutile anche parlarne.

Tu, giovane lettore, mettiamo il caso che volessi sintetizzare la tua giovinezza con il susseguirsi di una serie di immagini significative. Che ne so, il primo bacio, la gita di terza media, la prima sbronza, la prima volta con il cuore spezzato, la prima volta che avete vomitato sulle vostre scarpe(a qualcuno queste cose sono successe tutte nella stessa medesima serata), il primo concerto, la prima volta che avete avuto paura, la prima volta che avete guidato etc etc. Il tutto montato come se fosse uno di quei terribili film o telefilm per adolescenti, ove solitamente quando si ripercorrono le vicessitudini del protagonista si riesuma qualche pezzo del povero Jeff Buckley. Bhe, partendo dal presupposto che credo di capirne di più degli autori di film e telefilm per adolescenti, se voleste seguire un mio consiglio, sul vostro montaggio metteteci “Breath wish” di questa band di Philadelphia dal nome di non facile pronuncia. E allora, cazzo, anche la vita più insignificante potrebbe fare la sua porca figura.

Melodie da pelle d’oca, quella voce un pò “così” (qui il plagio è da denuncia in effetti), una tromba che fa capolino qui e lì, insomma, abbiam capito dove si vuole andare a parare no?..Ok American Football e Cap’n Jazz scuoteranno le loro testoline da lontano nel vedere che ci sono bands che si limitano alla pura copia calligrafica , ma io faccio finta di niente e intanto mi immergo nella nostalgia.

Qui ascoltate: http://www.myspace.com/algernoncadwallader  

Adriano