Emotional Breakdown


Jacob And I – Shadout Mapes Ep by davidebd
febbraio 25, 2008, 12:26 pm
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Provate a nominare 3 gruppi un cui ci siano due bassisti e non vi sia traccia di voce.
Una volta trovati i primi due fermatevi, schiacciate play e aggiungete i Jacob And I al terzo posto, i quali, appunto, sfidano le leggi “pop” della formazione tipo con l’atipico trio strumentale privo di chitarra/e.

Trattasi di Indie Rock (con maiuscole d’obbligo, perché è quell’indie rock), Emo di fine ’90 e una trama matematica ad orchestrare il contenuto di Shadout Mapes Ep, prima uscita del trio di Charleston, South Carolina.

Prima che lo si chieda, il termine sperimentale inserito nelle tag è indispensabile. Ma sarebbe bello sapere come i posteri potrebbero catalogare il qui proposto talentuoso mix di atmosfere ala Goodspeed You Black Emperor, ritmi obbligatoriamente dispari, controtempi legati alle linee melodiche dei due bassi, con (forse esagerando) un po’di Kinsella nel gusto ed un limite che non supera i 3 minuti di lunghezza per canzone.

I tre, di cui uno si chiama Jacob, alternano momenti più incalzanti a raffinatissimi stop and go e classici passaggi più tranquilli, senza la minima difficoltà nell’unire omogeneamente ogni fattore rendendo un lavoro magari pronto ad una sola valutazione tecnica qualcosa oltre al godibile, senza il minimo peso dell’assenza di strumenti “più usuali”.

Tecnica che si pone oltre al bianco e nero, che attinge a poche risorse ma che crea un bell’effetto di movimento, questa è l’idea che mi hanno dato le 4 canzoni dell’ep.

Come se fosse una passeggiata che aumenta di ritmo fino alla breve corsa finale e allo stop per respirare profondamente.
E se siete stufi di drone, Battles, matematica sì ma un po’ così così, vocoder, tecnica fredda e troppi effetti approfondite che è meglio.

Myspace : http://www.myspace.com/jacobandi

Per scaricare l’ep: http://www.virb.com/jacobandi

 Ghibo



Ne Travaillez Jamais – Demo by Adriano Boltagon
gennaio 24, 2008, 2:40 pm
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Nonostante il nome possa ingannare non si tratta dell’ennesima band screamo francese, ma di una bella realtà nostrana, e per essere più precisi Napoletana.
I Ne Travaillez Jamais (nome ripreso da un motto di Guy Debord) in questi quattro pezzi offrono un mix di post-core ed elettronica che incuriosisce, affascina e riesce anche a divertire (penso all’irresistibile secondo pezzo). E’ difficile stabilire le coordinate su cui si muove il trio napoletano, potrebbe venirmi in soccorso progetti come Bologna Violenta, ma il paragone potrebbe essere sia calzante quanto fuorviante (negli NTJ la componente punk è molto più presente, e non vi è la presenza di drum machine, anzi va segnalata la eccelsa prova dietro le pelli).
Ammetto di essere un neofita difronte a tali sonorità, la commistione tra elettronica e punk non la si scopre certo oggi, ma è comunque vero che l’originalità e la qualità del prodotto sono innegabile, rimanendo una band più punk di tante band ripetitive e sloganistiche.
Che altro aggiungere? scopriteli.Dal vivo offrono gran divertimento (presto pubblicherò live report)

http://www.myspace.com/netravaillezjamais  

progetto sperimentale e solista del chitarrista:
http://www.myspace.com/thesmartlemon  

fan-zine da seguire:
http://www.myspace.com/arraggia  

Adriano