Emotional Breakdown


Get Bent – Demo by matteo
gennaio 25, 2009, 10:49 am
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Se vi piacciono i Latterman vi piaceranno i Get Bent, senza alcun dubbio. Cinque bei pezzi in questo primo demo.

Ascolta/Scarica:

http://www.ifyoumakeit.com/album/get-bent/demo/

Matteo



This is punk rock and i’m telling everyone (1) – Iron Chic by mattiaebd

Una rubrichetta tutta nuova e piccola piccola per parlare del punk rock che ci piace: gruppi giovani, esordienti ed aitanti. Magari ogni tanto anche qualche vecchietto che non si fila più nessuno ma che ai giovani d’oggi fa un mazzo così.
Insomma, se scoviamo i nuovi Jawbreaker o i nuovi Descendents vi avvertiamo qua. Promesso.

Inauguriamo questo spazio nel modo più banale possibile, vale a dire con il più folgorante e apprezzato punk rock di questi ultimi mesi. Esatto, il demo degli Iron Chic. Personalmente lo sto consumando da più di un mese e immagino che più di qualcuno stia facendo altrettanto. Per i pochi che ancora non ne sanno nulla loro sono una delle mille band del post-Latterman con l’aggiunta speciale di un ex Small Arms Dealer. A capire cosa suonano ci arrivate da soli – punk rock melodico, direi molto melodico, qualche strisciata di emo-punk, i nomi di riferimento i soliti – e che lo facciano divinamente è altrettanto ovvio. Non c’è molto altro da dire insomma, se non che il demo si può anche scaricare liberamente dal sito: cinque brani, due capolavori e tre belli belli. Decidete voi quali.
Non si sa ancora se e quando uscirà il disco, ma se sarà bello quanto questo demo allora i Latterman han fatto proprio bene a sciogliersi.

Qua trovate il primo demo: http://www.ironchic.net

Qua qualche altro pezzo da ascoltare: http://www.myspace.com/ironchicsmyspace

Mattia



Owltian Mia by mattiaebd
marzo 6, 2008, 10:28 pm
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Sul sito della Tree Records ci trovate scritta questa frase: “This record really seemed like a great idea at the time”. Il disco sarebbe il doppio 7” The Greatest Game Ever Played, la grande idea è quella di essere emo prima di sapere che cosa volessero dire quelle tre lettere – almeno a sentire loro. Il che vuol dire suonare punk di un’intensità sconcertante con voce ora melodica ora urlata e frustata dalla rabbia. A essere onesti, che gli Owltian Mia fossero completamente a digiuno di tutte quelle cose che noi oggi chiamiamo emo ci è difficile crederlo – siamo nel 1995 e il suono del loro tempo si sente eccome – ma c’è da dire che tante altre le anticipano proprio loro. Ad esempio il concedersi a certe aperture melodiche che più di qualcuno (anche e soprattutto i The Get Up Kids, sì) troverà particolarmente utile più in là negli anni. Senza farsi mancare arpeggi e esplosioni di rito, ovviamente.
La cosa pazzesca è che l’idea sembra ancora dannatamente buona, innovativa e piuttosto sottovalutata, per non dire messa in un cantuccio e dimenticata. Specie perchè non si tratta semplicemente di suonare emo-punk melodico – che non sarebbe nulla di speciale negli anni del post-Jawbreaker – ma di concedersi anche alle tentazioni di un songwriting stratificato che pesca a destra e a manca per ricavarne una propria identità. E quando nel secondo 7” trovi due brani ben oltre i sei minuti capisci che decisamente no, non è semplice emo-punk, è un suono assolutamente impenatrabile nelle sue mille ascendenze. E gli Owltian Mia sono probabilmente una delle band più affascinanti e misteriose di quegli anni.

Qui la pagina myspace in cui trovate dei pezzi più recenti che mi convincono molto molto poco: http://www.myspace.com/owltianmia

Qui trovate l’ormai irreperibile dischetto in questione: http://www.mediafire.com/download.php?wwzen59cihs

Mattia



Thirty3 – Ether by mattiaebd
febbraio 29, 2008, 12:07 pm
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Miracoli d’altri tempi: fare emo-hardocre, farlo bene, credibile e senza strillare come matti. Ora, non che abbiamo qualcosa contro gli urlatori patentanti però ogni tanto qualcuno che si ricordi che non sono le urla l’unico antidoto allo stereotipo emo-frignina non può che farci piacere. Ad esempio questi Thirty3, devastante trio dall’Oregon titolare dell’incendiario Ether, disco che ti fa capire che il signor Richter inventò la sua benemerita scala per misurare fenomeni di questo tipo. Ether è l’Etna che erutta infuocate lacrimucce emo, una forza della natura, la tempesta perfetta in cui annegare e mica tanto dolcemente come diceva quell’altro. Anzi, a giudicare dalla furia che ci mettono i ragazzi la faccenda sembra piuttosto travagliata e combattuta.
Musica di puro cuore che mette assieme tanta altra gente particolarmente appassionata che già dovreste venerare se bazzicate per queste pagine. Per dire, c’è il buon emo-punk dei Samiam, quello inconfondibile degli Hot Water Music ma anche il punk-e-basta dei Lifetime e soprattutto l’energia dirompente di Grade e illustri compari (primissimi Boy Sets Fire, volendo). Un guazzabaglio tanto inebriante che ci piacerebbe eleggere i Nostri a paladini dell’emo nel Nuovo Millennio se non fosse che – oltre ad essersi sciolti pochi mesi fa – loro emo ci si sentono ben poco e preferiscono frequentare gente in cappellino da baseball che gira in skate come gli Zebrahead. Si avete ragione, potevano scegliersi compagnie migliori. Però tutto sommato dove soltanto ascoltare i loro dischi, mica uscirci insieme la sera. Non fate gli schizzinosi, dai.

Qui un paio di link utili:
www.myspace.com/thirty3
www.last.fm/music/Thirty3

Mattia



I fantasmi di New Orleans by mattiaebd
gennaio 23, 2008, 3:23 pm
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Se girate sul web dei Ghostwood non troverete praticamente nulla, se non una paginetta purevolume con tre brani da ascoltare e un adorabile link (noladiy.org/mp3/ghostwood/) alla loro striminzita discografia disponibile per il download. Detto questo, non penso che abbiate bisogno di altro: tutte le notizie biografiche possiamo inventarcele di sana pianta o persino immaginare l’eroica saga di questi ragazzi di New Orleans che si sono trovati a portare lo stendardo dell’emo-punk in una città che di bella musica ne ha vista passare tanta ma di band punk neppure l’ombra.

Personalmente immagino che la fine prematura dei Ghostwood – spariti dalle scene attorno al 2005 – sia strettamente legata alla tragedia dell’uragano Katrina, un colpo fatale che ha stroncato la loro giovane e promettente carriera. Ma voi siete liberi di pensarla diversamente. Anche perchè se così fosse avremmo già sentito parlare di loro da un commosso inviato speciale di Studio Aperto e invece al massimo degli ex Ghostwood se ne sente parlare in qualche altra misconosciuta band locale (Path of Daggers Crown of Swords, A Hanging, e Promis).

Beh, qualunque sia la loro vera vicenda ascoltarsi il loro dischetto “Development” è un piacere non da poco: punk rock appassionato che alterna momenti tirati ad altri dalle melodie più raffinate e dal retrogusto amaragnolo. Se pensate alla No Idea fate bene, ma aggiungeteci dell’altro, tipo i Lifetime o gli Avail o altro ancora. Insomma tutto quel punk-rock di un certo tipo, e avete capito bene che intendo. E se non avete capito, ascoltatevi tutto il catalogo No Idea, i Lifetime, gli Avail e poi anche i Ghostwood.

Ah, allo stesso link trovate il materiale solista di Jonathan: un bravo ragazzo che ci mette tanto cuore ma la sua musica senza basso, batteria e cori soffre di solitudine.

Mattia