Emotional Breakdown


Agoraphobic Nosebleed/Converge – The Poacher Diaries
febbraio 1, 2008, 11:45 am
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Con questa recensione comincio a riprendere vari cd del passato e proporli a voi lettori. Primo cd ripescato dal passato è questo “The Poacher Diaries” uno split tra due gruppi estremi, di uno spessore elevatissimo, gli Agoraphobic Nosebleed e i Converge. Comincia il terzetto del Massachussets proponendoci 9 tracce di puro grindcore/post-grindcore sulla scia di Napalm Death, The Dillinger Escape Plan e Burnt By The Sun, ovvero una serie di brani corti e velocissimi, caratterizzati da una violenza sonora senza eguali e da una drum machine che pesta a livelli allucinanti. Degne di nota sono soprattutto “Pentagram Constellation” e “Destroyed” dove si può sentire benissimo l’influenza che daranno i tre membri degli Agoraphobic Nosebleed su quella microscena che uscirà leggermente alla ribalta qualche anno dopo, assieme a band come i già citati Dillinger Escape Plan, i Daughters o gli Holy Molar: “Gringo” invece sembra uscita direttamente da uno scontro tra gli Spazz e i compagni di split Converge mentre rallentano la corsa solo con la conclusiva “Infected Womb”. Pollice su quindi per gli Agoraphobic Nosebleed, che in questo disco dimostrano di saper trattare la materia grind come dei maestri. Passiamo invece alla parte dedicata ai Converge: il quartetto di Salem all’epoca di questo lavoro (il 1999) stava scrivendo il loro capolavoro (quel “Jane Doe” che uscirà due anni dopo e farà e fa tuttora proseliti in tutto il mondo) e lo possiamo notare dai primi due brani presenti scritti dalla band. “Locust Reign” e “This Is Mine” sono considerate ancora adesso, dei cavalli di battaglia della band in sede live, vuoi perché sono alcune delle tracce più brutali (la solita brutalità tecnica che verrà fuori solo con Jane Doe), mai state scritte da Jacob Bannon e soci o vuoi che dal vivo siano le cose più devastanti che la band riesca a tirare fuori: segue poi invece il doom di “They Stretch For Miles”, canzone da dove emerge una calma quasi apocalittica interrotta in alcuni punti dai dialoghi di Johnny Depp tratti da “Paura e Delirio A Las Vegas”. Il resto è roba che possiamo etichettare come il tipico Converge-style ma che non brillano quanto i primi due: “The Great Devastator” è ancora una buona traccia, sulla scia di quanto scritto su “When Forever Comes Crashing”, ovvero violenta, tecnica ma molto più lenta e priva della rabbia hc, “The Human Shield” invece tentenna un pochetto mentre la conclusiva “Minnesota” ricorda da vicino la futura “Jane Doe”, con il suo incedere lento e contorto. In conclusione il cd è una vera e propria perla per chi ama la musica estrema e fuori dagli schemi e qui dentro può trovare sia una buona performance da parte degli Agoraphobic Nosebleed che dei Converge i quali addirittura regalano due must-have ai propri fan. Ah dimenticavo, solo l’artwork eseguito da Jacob Bannon, vale l’acquisto…

xValeriox