Emotional Breakdown


the good life – album of the year by davidebd

Spesso, quando ascolto questo disco, vorrei poter chiedere a Tim Kasher in che periodo dell’anno ha scritto queste 12 canzoni e stringergli la mano, o ancora meglio una bella pacca sulla spalla e dirgli “ti capisco”, un po’ perchè viene naturale sentirsi in debito con lui.

Prima di altre chissà quante band lo faranno e dopo che altre hanno composto pietre miliari della storia della musica, i Good Life scrivono Album Of The Year, concept del 2004 che parla del divorzio del cantante Tim Kasher (voce e chitarra dei cursive) – nonché quarto loro disco – composto da 12 canzoni (partendo da quella di aprile sino a marzo) capaci di uscirsene dalle cuffie ed adagiarsi nella scatola dei ricordi lasciati da quell’essere femminile che ha spezzato il vostro/mio cuore fra foto, regali, bigliettini degni dell’incarto di un bacio perugina, narrandovi e ci una altrui storia così malleabile e modellabile alla forma di quelle da noi ascoltatori vissute.

Prendete i Modest Mouse, fate scordare a Kasher le chitarre troppo elettriche e fatelo sedere in una camera vuota con un proiettore e la collezione di foto del matrimonio, della luna di miele e delle vacanze, poi fategli prendere un treno per la sala prove: durante questo ipotetico tragitto sarebbe potuto nascere Album Of The Year, invece, detto molto facilmente, gli è toccato il divorzio per toccare la maturità artistica (cosa non del tutto vera se si prendono in considerazione i dischi dei Cursive, ma considerando che i Good Life sono nati come progetto solista di Tim, il giuoco regge la candela).

Senza un inutile soffermarsi su ogni particolare, quello che rende gloria a questo disco è proprio il contrapporsi dello schema narrativo alle trame musicali, il semplice contenuto metrico-sintattico proposto come un’analisi ponderata, scritta a 4 mani da Kasher e dal suo senno di poi. Sanzionando istanze e ruoli ben precisi che andranno ad intrecciare vicende, alcune di pura narrazione ed altre di spiegazione, ponendosi a metà fra il racconto di una storia ed una lettera piena di “cose che avrei dovuto dirle ma che per svariati motivi non ho mai fatto”, la voce dei Cursive ha colto i frutti della pausa che la band principale si era posta, avendo la possibilità di creare quella che in maniera molto, e tendo a precisare molto, ignorante si può intendere come una piccola opera indie – non me ne vogliate per questa sintassi degna della peggiore recensione di rockit e non me ne voglia nemmeno rockit per questa sussurrata presa per il culo di pubblico dominio.

Ho usato il termine indie semplicemente perchè c’è mezza Omaha su questo disco, sempre per mettere i puntini sulle i che non ci sono nelle parole Saddle Creek.

scaricare: http://www.mediafire.com/?l1o2rqkx1h2

myspace: http://www.myspace.com/thegoodlife

ghiboebd

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2 commenti so far
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Solo per dire che The Good Life dei Weezer è nella mia top 10 dei pezzi più clamorosi di sempre.

Commento di Tarlo Pastore

bel disco comunque, grazie ghibuz che non l’avevo mai sentito io.
“a new friend”.

Commento di matteo




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