Emotional Breakdown


La musica come volontà e rappresentazione by mattiaebd
giugno 10, 2008, 4:37 pm
Filed under: Words | Tag: , , ,

 

Oggi ho ascoltato un disco nuovo, ma proprio nuovo. Fresco di stampa, annata 2008. Non lo farò mai più, giuro.
Che poi sarebbe il nuovo disco dei Death Cab For Cutie, cioè un gruppo che mi piace, pure tanto tanto, almeno fino a due album fa. Ma cazzo quanto sono lagnosi adesso: è praticamente il terzo disco che fanno con lo stampino con melodie ogni volta meno convincenti. E se fai musica pop è un bel casino. Che poi voi dovreste immaginare la scena: sono da Feltrinelli, sfoglio qualche rivista. Tipo Rumore, ecco. Disco del mese: Death Cab For Cutie. Manco sapevo fosse uscito. Muovo due passi, lo prendo e lo compro, lo ascolto. Peccato che siano due dischi diversi perchè Rumore ha recensito un fake preso da internet.  Niente inserti di pianoforti, arrangiamenti elettronici, ci sono rimasto proprio male. Magari l’altro disco, quello del mese, cioè il fake, era pure meno lagnoso.

Questo era per dire che i Death Cab For Cutie si sono sputtanati, ma soprattutto che Emotionalbreakdown is better than Rumore: niente fake qua, ne tra i dischi ne tra i nostri cari amichetti. Garantiamo per tutti, Carlo Pastore in primis.
Infine volevo salutare i miei affezionati lettori perchè appena arriverà Adriano (che è il più punk di noi e se ne vanta pure) e leggerà queste righe mi spaccherà la testa su un marciapiede con i suoi anfibi rinforzati, come su American History X. A lui (anche se è il più punk che c’è) i Death cab For Cutie piacciono ancora.

Mattia