Emotional Breakdown


Cerberus Shoal by mattiaebd
febbraio 27, 2008, 12:07 pm
Filed under: Recensioni | Tag: , ,

 

Se avete una discreta confidenza con la musica rock sperimentale e d’avanguardia di questi ultimi anni il nome dei Cerberus Shoal non dovrebbe suonarvi affatto nuovo. Anzi fareste proprio bene a chiedervi cosa diavolo ci faccia una band con undici full lenght all’attivo in questo blog. Voglio dire: un gruppo emo che sta assieme quasi quindici anni e fa unidici dischi? Ma scherziamo? E infatti i Cerberus Shoal attualmente non sono un gruppo emo e forse non lo sono mai stato. Ma questo esordio datato 1994 è un miracolo di post-rock primordiale, figlio diretto dell’hardcore evoluto. Un incanto di arpeggi, rarefazioni, rallentamenti e esplosioni. Con una voce che più emo di così non si può. Per carità, i riferimenti a Slint, Rodan, Tortoise e compagnia sono d’obbligo ma ancora più vicino, a tenersi per manina, ci stanno Indian Summer e Still Life e Dio solo sa quanto geniali sono stati questi musicisti. Gente avanti di anni sull’emo, sul post-rock, gente che aveva capito tutto e dimenticata perchè troppa gente non capisce nulla. La saga di questi due fantastici modi di far musica che vanno a braccetto sarà poi ripresa in maniera splendida da altre menti illuminate – American Football, Appleseed Cast, Envy, City of Caterpillar tanto per buttare qualche nome – ma non è azzardato dire che tutto inizia da qui. E non solo cronologicamente. Perchè in un brano come Breakway Terminal Cable c’è già tutto e di più, poco più di otto minuti che toccano tutte le corde emotive che la musica può toccare. E lo fa con quel suono secco e caldo di un disco di quattordici anni fa: la batteria che sovrasta, la voce che strilla per farsi rispettare, gli strumenti che litigano tra loro e i frusci del vinile. Pura magia e incanto.
Già l’anno successivo per i Cerberus Shoal ci sarà il disco della prima di tante svolte, sempre ad anticipare i tempi, mai ad inseguirli. Noi, come avrete intuito, del tempo tendiamo a fregarcene e la bellezza di un disco del genere pure: non si fa minimamente scalfire dalle tante cose belle e brutte venute dopo, rimane impassibile a predicare Musica con umiltà e occhi bassi a pochi intimi come un anziano maestro zen.
Convertiamoci tutti.

Mattia

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11 commenti so far
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fighi. pero’ sinceramente io ho solo questo e forse quello dopo, gli altri li ho snobbati/mai scaricati…ero sicuro poi fossero sciolti 😀
ma erano tedeschi o sto dicendo una cazzata?

Commento di Matteoebd

sono di portland 😀
cmq beh in ottica emo i primi due sono gli unici interessanti…i lavori dopo sono molto sperimentali…roba weird..

Commento di mattiaebd

Roba sul web… vabbè me li cerco io 😀

Commento di Quello lo

ha ragione!
Qui:
http://www.northeastindie.com/cs/sounds.htm

Commento di Matteoebd

ho visto qualcosa su youtube… so dei pazzi XD

Commento di Quello lo

Avendo visto quello che “quello” (quale mirabile giuoco di parole) ha scritto, è palesemente un fan dei Lost.

Come me quindi, eh sono italiani. Qua la mano, cumpà!

Commento di Carlo Pastore

ah si?

Commento di Quello lo

c’hai il senso dell’umorismo di un porcospino eh..

Commento di Carlo Pastore

no io non ce l’ho, però noto con piacere che siete tutti ospitali XD

Commento di Quello lo

sì però tu renditi conto che stai parlando con carlo pastore, voglio dire. goditi quest’onore senza tante storie.

Commento di mattiaebd

Ok tenetevi stretto a carlo pastore allora 😀

Commento di Quello lo




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