Filed under: Recensioni | Tag: American Football, colossal, Emo, Emo Pop, Indie, Kinsella, look mexico
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Dei Look Mexico credo che ne parlammo già nella vecchia versione, ma potrei sbagliarmi. In ogni caso sono pochi i gruppi che nel 2009 tentano di sfondare percorrendo la strada dell’emopop/indiepop fatto come si deve, visto che gruppi come American Football, Ghosts & Vodka, e Colossal (per essere vagamente più recenti) ci hanno lasciato in eredità dei dischi che avrebbero quasi potuto chiudere questo capitolo della storia dell’emo così bistrattato e soventemente dimenticato. L’altra manciata di band che meritano di essere accostati a questi gruppi seminali li conoscete; These Town Needs Guns, Algernon Cadwallader e Empire Empire! (I Was a Lonely Estate). I Look Mexico a differenza di quest’ultimi però, imho, sono quelli che hanno “reinventato”, se così si può dire, lo stile. Le canzoni hanno uno stampo leggermente più pop e commerciale dei rivali appena citati, ed é sempre bello poter sentire degli ottimi spunti e diversivi strumentali. Soprattutto quando si potrebbe recitare a memoria la formula arpeggio-vocals-schitarrata-arpeggio perfezionata nelle camere da letto della famiglia Kinsella.
I riferimenti musicali li avete, il mio consenso pure, dunque sentite, scaricate, comprate e consumatene.
Matteo

Sinceramente non ricordo proprio chi fosse, ma un pò di tempo fa qualcuno mi consigliò questi Edaline perchè tanto simili ai Brand New. Questo tizio – chiunque fosse – era in evidente stato confusionale ma si merita comunque un ringraziamento: dell’emo-indie-rock così ben fatto si trova raramente. A dire la verità i ragazzi californiani esibiscono un retroterra strettamente indie-rock citando a destra e manca i cardini della scena americano degli anni ’90 ma la loro musica è palesemente figlia legittima dei Sunny Day Real Estate. Arpeggi a non finire, chitarre passionali, irruenza emotiva, voce che di tanto in tanto si fa strozzata e un titolo – I Wrote the Last Chapter For You – che non possono ingannare.
Lo so, la descrizione è un pallottoliere di banalità, ma è colpa mia, mica degli Edaline: il disco suona divinamente rimescolando quei quattro cinque ingredienti in maniera fantastica e fantasiosa, per altro in tempi – 1997 – in cui molti dei professori del genere dovevano ancora tenere le loro lezioni. Se dovessi trovare un gruppo a cui somigliano davvero forse penserei ai Boilermaker – complimenti a chi se li ricorda – pure loro con questa indole indie rock molto riflessiva, non sempre immediata ma intensa e viscerale.
Ascoltatevi il dischetto che è meglio:
http://www.mediafire.com/?leseacwby9y
Mattia

Non c’é niente di meglio di un gruppo che sa veramente fare gli arpeggini “emo” bene come i This Town Needs Guns: sembra veramente essere di nuovo nel ’98.
Owen, American Football e Joan of Arc sono i tre gruppi che dettano maggiormente lo stile di questi ragazzi inglesi – ma non sorprendetevi se a volte sentirete anche qualche tocco post-rock magari degli Explosions in The Sky (come in It’s Not True Rufus, Don’t Listen To The Hat – ovviamente il paragone va preso con le pinze). Tutto sembra quasi troppo perfetto, a partire dalla voce dolce del cantante, che si adatta benissimo sia ai momenti più ritmati che quelli simil-cantautoriali del buon vecchio Mike Kinsella. Una produzione cristallina mette in risalto i numerosi strumenti, fra cui un dolcissimo pianoforte che abbellisce ancora di più queste piccole poesie. I testi sono particolarmente originali; ma basta anche leggere i titoli per vedere che i TTNG non sono un gruppo da rima sole-cuore-amore.
Una delle migliori uscite del 2008 per me, almeno nel campo indie/emo rock, o di quello che ne é rimasto.
Ascolta:
hxxp://www.shareonall.com/This_Town_Needs_Guns-This_Town_Needs_Guns-2008-BUTT_vwub_zip.htm
Compra:
http://www.yellowghostrecords.com
Matteo

Non so se gli Avast! siano abbastanza misconosciuti ed emo per entrare in queste pagine e passare le maglie della censura dell’integerrimo Adriano. Perchè questi Avast! hanno fatto uscire un disco nel Nuovo Millennio (addirittura il full lenght “Faultlines” è dell’anno scorso) e fanno parlare di se anche negli ambienti altolocati dell’indie music business: webzine di tendenza e blog di gente al passo con i tempi, mica vecchi nostalgici come noialtri.
Però i ragazzi, per dirla in breve, spaccano. Vengono da Dundee, Scozia e saccheggiano quel che di buono c’è nel Regno Unito: si prendono il pubblico consenso dei Biffy Clyro, la collaborazione del produttore degli Stapleton (emo-pop-rock d’annata scozzese, conoscetéli) e il suono scomposto dei Spy Versus Spy. E a questo punto più di qualcuno starà mugolando di piacere.
Il tutto risulta essere un post-emo-indie-math-rock (sto scherzando eh, non pensate che questa roba esista davvero che poi c’è sempre qualcuno che ci casca) bello frizzante con canzonette magicamente catchy e intricate come solo gli Innominabili sanno fare.
Ah, l’artwork è firmato da Angelo dei La Quiete e questo vale più di mille (mie) parole.
Lo stesso dicasi per i brani che trovate qua: www.myspace.com/avastuk
Mattia
Filed under: Recensioni | Tag: band dai nomi impronunciabili, Emo, Indie, mattia è un grandissimo stronzo, post-rock, Screamo

Ora dovrei parlare sopratutto di questa magnifica band, ma vorrei iniziare raccontandovi di quanto sia stronzo il mio “collega” Mattia.
Mentre il vile padovano (questo è Mattia) mi insultava e criticava le mie scelte per il ”mix tape” (ok, rivedendolo potevo far di meglio) diceva, con il suo tono da professorino che legge il Foglio, che però, ai suoi occhi elitari, potevo esser salvato solo grazie alla presenza dei Kwakiutl Cannibal Society e alla mia passione per essi. Io, da lì cominciai a tracciare la mia personalissima visione di questa band “eh bhè sono perfetti! anni 90′, sono stati assieme pochissimo, hanno un nome assurdo, si sa un cazzo su di loro e sopratutto non c’hanno uno sito internet” e Mattia “ma veramente guarda qua http://www.myspace.com/kwakiutl“. Ecco, Mattia mavaffanculo.
Quindi ora posso dirvi che sono di New York, che sono stati attivi fino al 2001 e che sono divisi fra Takaru, I Am The Eagle e Brochure. E se andate sul my space ci trovate anche foto e tutto quanto. Quindi tutte le mie fantasie erotiche che prevedono giornate fatte di fumetti, Natalie Portman e band misconosciute degli anni 90′ si fottono grazie a Mattia e a My Space.
Del demo che dire? Roba fatto con lo stomaco, ma senza quell’austerità e supponenza che si potrebbe pensare. Tipo come se a suonare fossero i vostri migliori amici. Ok, qui la roba è seria e sofferta, ma dopo sai che sti qui vi aspettano per una partita di calcetto, e di cosa migliore non ce n’è. I vicini di casa si chiamano Indian Summer, Still Life e quelle robe lì che si possono solo apprezzare.
Vincono anche il premio dell’anno “Band di cui non sapevo assolutamente niente, ma cazzo se sono belli” superando di poco i The Days Of Man as Man (che sono qualcosa di incredibile e di cui presto parlerò). Ora, io parto dal presupposto che il 95% dei nostri lettori abbia staccato dal muro il poster dei Panic At Disco non più di una settimana fa, quindi se per caso qualcuno di voi conoscesse i KCS per bene e sta pensando “Ma coglione sei tu che non li conoscevi, io son fan da sempre, torna ad ascoltare i Fall Out Boy”, commenti subito che sarei davvero molto contento.
Adriano
Filed under: Mixtape, Rubriche | Tag: Emo, Emocore, hard-core, Indie, Mixtape, Punk Rock, Screamo

Cassette 1 – Cd 0
Ecco alcuni dei nostri ascolti che vogliamo proporvi questa settimana. Potete scaricare ogni lato della cassetta cliccando sul link.
Commenti, consigli ed insulti come sempre sono ben accetti.
Lato A: (Matteo)
01 – Jawbreaker – Chesterfield King
02 – Christie Front Drive – Instant Romance
03 – Baby Harp Seal – Fully Transistorised
04 – The Moirai – Empathy For Your Enemy, Hostile To The Helpless
05 – Spy Vs. Spy – Twenty Year Old Boy With Ten Year Old Cuts
06 – Broken Hearts Are Blue – Gettin’ Over My Sassy Self
07 – I Have Dreams – Countless Rooftops
08 – K.C. Milian – Your Carpet Is My Ceiling
Link: Qui
Lato B: (Adriano)
01 – Latterman – Water Manes At The Blocks End
02 – Algernon Cadwallader – Breath Wish
03 – Jeromes Dream – And Just Like That The Year Is Gone
04 – Kwakiutl Cannibal Society - Gold Bars Discovered By You
05 – Jose Gonzalez – Teardrop
06 – Suis la lune - A letter a void
07 – American Football – I’ll See You When We’re Both Not So Emotional
Link: Qui
Filed under: Recensioni | Tag: algernon cadwallader, American Football, Cap'n Jazz, Emo, Indie, Kinsella, La ragazza che ti lascia, La ragazza che ti ripiglia, La vacanza insieme ai tuoi migliori amici, Primi baci

Ok, sto facendo indigestione di Kinsella rip-offs, ma è come una droga, non fatemene una colpa. In più non ho alcuna intenzione di disintossicarmi, quindi è inutile anche parlarne.
Tu, giovane lettore, mettiamo il caso che volessi sintetizzare la tua giovinezza con il susseguirsi di una serie di immagini significative. Che ne so, il primo bacio, la gita di terza media, la prima sbronza, la prima volta con il cuore spezzato, la prima volta che avete vomitato sulle vostre scarpe(a qualcuno queste cose sono successe tutte nella stessa medesima serata), il primo concerto, la prima volta che avete avuto paura, la prima volta che avete guidato etc etc. Il tutto montato come se fosse uno di quei terribili film o telefilm per adolescenti, ove solitamente quando si ripercorrono le vicessitudini del protagonista si riesuma qualche pezzo del povero Jeff Buckley. Bhe, partendo dal presupposto che credo di capirne di più degli autori di film e telefilm per adolescenti, se voleste seguire un mio consiglio, sul vostro montaggio metteteci “Breath wish” di questa band di Philadelphia dal nome di non facile pronuncia. E allora, cazzo, anche la vita più insignificante potrebbe fare la sua porca figura.
Melodie da pelle d’oca, quella voce un pò “così” (qui il plagio è da denuncia in effetti), una tromba che fa capolino qui e lì, insomma, abbiam capito dove si vuole andare a parare no?..Ok American Football e Cap’n Jazz scuoteranno le loro testoline da lontano nel vedere che ci sono bands che si limitano alla pura copia calligrafica , ma io faccio finta di niente e intanto mi immergo nella nostalgia.
Qui ascoltate: http://www.myspace.com/algernoncadwallader
Adriano

Prometto che eviterò di fare nuovi riferimenti al Giovane Holden in altri miei inutili scritti, ma questa volta mi perdonerete. Non so se avete presente la parte in cui il buon Caulfield spiega i suoi gusti in fatto di letteratura. In sintesi afferma di saper riconoscere un buon libro se alla fine di esso è preso dalla voglia di chiamare l’autore per farci quattro amichevoli chiacchiere. Ecco, io quando ho finito di ascoltare “Thirty with a wink” ho avuto la stessa medesima voglia
Io: ” pronto, parlo con i What price, wonderland?”
Wpw:”si”
Io: ” sono Adriano di Emotional breakdown..”
Wpw: “…..”
Io: ” bhe, vi adoro..”
Wpw: “….”
Io: “sapete, vorrei che al mio funerale suonassero la vostra Dear friends”
- Click-
Io: “Pronto?? Pronto??…Pronto!?”
Prendete il meglio dell’indie e del punk degli ultimi 15 anni (Minutemen, Van Pelt, Cap’n Jazz, Mission of Burma), aggiungete cuore, sudore e i migliori testi letti ultimamente dal sottoscritto e potreste farvi un quadro della situazione.
Qui ascoltate: http://www.myspace.com/whatpricewonderland
Qui comprate: http://blessedhands.altervista.org/
Qui prendete anche voi una bella cotta per i nostri amici del Regno unito:
“and open wounds take long time,
to heal over.
and our hands are planned,
in salt to sting them.
dear friends, don’t worry
we will all be coming home”
Adriano
Filed under: Recensioni | Tag: Cap'n Jazz, Emo, Indie, Street Smart Cyclist

Ok, cosa farmene di un clone dei Cap’n Jazz quando già esistono i dischi dei Cap’n Jazz? Iniziamo col dire che questi sono forse tra i migliori cloni in circolazione della MAI troppo osannata band di Chicago, e che poi gli SSC hanno i numeri per fare breccia nei vostri cuoricini nostalgici di certa musica anni 90′.
Prendete l’opener “Hoods up” (la potete ascoltare anche sul loro my space giù linkato), non vi siete già innamorati? Non sono diventati i vostri migliori amici? non vorreste farvi lasciare dalla ragazza per potervi deprime su questo pezzo?(cosa siete fan di Burzum?).
“when i would talk talk talk you were always there to listen to everything i had to explain, which would mean nothing at all. and i thank you for that. and i love you for that”
daaaaai! vincono a mani basse. Lasciatevi sconfiggere.
Nel caso non conosciate i Cap’n Jazz (o qualsiasi progetto dove c’è la mano dei Kinsella), tagliatevi la frangia e rimediate, se no peste vi colga.
http://www.myspace.com/streetsmartcyclist
Adriano