Quando la nostalgia diventa malattia

Da queste parti abbiamo parlato spesso della nostra infinita nostalgia per gli anni ‘90. Ne abbiamo parlato soprattutto riferendoci ai mille mila gruppi emo di quel periodo, dai mostri sacri alle piccole perle dimenticate. Ma la verità è che per quasi tutti noi (il quasi è necessario per via di un elemento dall’infanzia infelice condita da grunge e hit mania dance in parti uguali) il finire degli anni ‘90, quelli vissuti in prima persona, sono solo e soltanto la scoperta del punk. I nostri anni ‘90 sono una capigliatura che attira un pò l’attenzione, sono quella spilla trasgressiva con una A cerchiata rossa, sono la prima volta in un centro sociale, sono le seghe mentali su come essere sempre più punk, sono la mamma che ti dice di abbassare quel casino che esce dallo stereo. E sono soprattutto Epitaph e le punk-o-rama fatte in casa perchè quelle vere qua a Padova non si trovavano (tranne la numero 3 che forse è pure la migliore).
Io, a dire la verità, ero un bambino un pò speciale (che sarebbe una dicitura tipo diversamente abile) e ho sempre evitato come la peste l’hc melodico: giuro di non aver mai ascoltato un disco dei NOFX o dei Lagwagon. O almeno non in tenerà età quando invece mi sciroppavo cose inennarabili tipo US Bombs e Dropkick Murphys - chissà come sono finito poi a diventare il fighetto con la camicia sempre stirata che sono adesso.
Il fatto è che dopo la folgorazione degli Offspring mi misi a spulciare un pò per la rete e non c’era nessun dubbio che i più punk in circolazione fossero i Rancid: la cresta di Lars e il chiodo di Tim erano oggettivamente imbattibili e questo mi bastava.
Ora, non voglio venirvi a prendere per il culo e dire che all’epoca in cui la mia massima ambizione era toccare le tette della Silvia ascoltavo i Rancid perchè erano bravi. Oppure perchè Matt Freeman è il miglior bassista che io abbia mai sentito o ancora per via del songwriting ricco di svariate influenze o altre pippe intellettuali di questo tipo. Però una cosa la voglio dire: ’sti quattro stronzi punkettoni hanno infinito più talento di tutta la merda che si ascoltano i ragazzini ribelli/incazzati/emerginati/depressi negli ultimi anni. Ma del tipo che Lars da solo sbaraglierebbe la concorrenza a X-Factor. E non ce l’ho con i ragazzini: probabilmente farei lo stesso nella loro situazione. Dico solo che gente con il talento dei Rancid non ce n’è e considerando che in teoria parliamo di un gruppo di cazzari con la cresta è abbastanza grave come cosa. O strana, almeno.
Seriamente, tolto il primo e l’ultimo non c’è un singolo album che in di tanto in tanto non mi riascolto volentieri, e non soltanto per motivi nostalgici (per dire, se mi fate ascoltare gli Us Bombs adesso mi rovinate la giornata).
Let’s Go è folgorante; And out come the wolves è storia; Life wont wait è spettacolo puro; l’omonimo del 2000 una scheggia impazzita che mi manda ancora fuori di testa.
E poi nascere a Berkeley in California ma con il cuore in Inghilterra è una cosa che mi ha sempre fatto impazzire. Essere punk – punk per davvero, cioè con una giacca in pelle e gli anfibi – dove c’è sempre il sole è diverso. Vale di più. Vuol dire essere doppiamente diversi, doppiamente emarginati, doppiamente incazzati.
Let the California fall in the fucking ocean.

Continuerei per altre due ore a parlare dei Rancid ma in realtà non è questo che volevo fare. Mi sono sono lasciato prendere. In realtà volevo solo dire che se oggi andassi in terza media non saprei davvero che musica ascoltare. Forse mi troverei ad esaltarmi per over quarantenni in pantaloncini che fanno le stesse cose da due decenni solamente sempre peggio. Magari mi comprerei pure i nuovi dischi dei Pulley, dei Not Fun At All, dei Nofx e se mi immagino in queste condizioni mi vengono i brividi.
Molto probabilmente, se fossi in terza media nel 2009, ascolterei della musica di merda e diventerei una persona di merda. Sì, ancora peggio.

p.s. – per quelli che hanno avuto un’infanzia come la mia e non se ne vergognano vi avverto che sta per uscire un nuovo disco dei Rancid. Qua www.myspace.com/rancid trovate anche un brano in anteprima. Quando siete soli e non vi vede nessuno cliccate e ascoltate che non è malaccio.

15 Risposte to this post.

  1. A me piacciono i Rancid, ma anche i Nofx.
    Devo uccidermi?

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  2. Posted by gengis on Aprile 27, 2009 at 9:28 am

    ma tipo che i gruppi degli anni ‘90 saranno la hot topic del 2009?

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  3. Posted by astronautazine on Aprile 27, 2009 at 9:22 pm

    astronautazine lancia le mode

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  4. è il padovano qui che vi plagia, io mi dissocio.

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  5. Posted by matt. on Aprile 29, 2009 at 3:08 pm

    anche io nn ho mai ascoltato un album intero dei nofx. e ne vado fiero.

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  6. i nofx sono una figata. e basta.
    invito tale “matt.” a non commentarci mai più.

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  7. Posted by mattiaebd on Aprile 29, 2009 at 11:28 pm

    matt. tivibì

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  8. lo sai che non è vero.

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  9. Posted by matt. on Maggio 3, 2009 at 11:42 am

    geloso.

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  10. ero serissimo.
    sparisci.
    ti strappo il cuore.

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  11. Posted by matt. on Maggio 3, 2009 at 11:07 pm

    ahah.
    ok d’accordo.
    resto, ovviamente.

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  12. Cioè non hai mai ascoltato un album intero dei NOFX? che vita difficile :whistle:

    Cioè non so… hai idea di cosa sia Liberal Animation? mi sa di no xD Peace n Secss

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  13. Posted by Roberto AKA the tru nu ER-P AKA il nuovo destabilizzatore culturale on Maggio 5, 2009 at 8:42 pm

    i nofx fan cagare, perchè c’è tanta gente di merda che li ascolta! tipo me ai tempi d’oro.
    i rancid fanno cagare a prescindere dalla gente che li ascolta!

    adriano puzza

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  14. Posted by matt. on Maggio 6, 2009 at 10:12 am

    veramente una vita difficilissima non so come sia sopravvissuto…
    gli album e le canzoni le conosco per via di amici che li ascoltano ma io personalmente non ho mai avuto un cd (forse uno sì ce l’ho ancora) e non mi interessa neanche averne. li conosco abbastanza per sapere che non mi interessano.
    punto.

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  15. Posted by Yami on Agosto 13, 2009 at 3:23 pm

    io sono stato un ragazzo di terza media del 2008/2009. Ascolto NYHC, Punk 77, Metalcore.
    E ne vado fiero.

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